Le 15 Invenzioni a due voci (BWV 772-786, 1720-23) di J. S. Bach sono il primo ingresso ufficiale nel mondo della musica, forse non solo quella polifonica, per qualunque pianista.
Esse costituiscono un'illuminazione sulle potenzialità dello strumento e dello strumentista, una rivoluzione copernicana.
Difficilmente un allievo riesce ad immaginare, prima di affrontare quelle composizioni, che la mano sinistra sia capace di dare alla musica un contributo di tale importanza, addirittura pareggiando la destra: quella mano sinistra che fino a quel momento se n'era stata comoda ad accompagnare in modo passivo, facendo solo bassi, al massimo raddoppiati, accordi, bassi albertini o arpeggi vari, e che per larga parte del repertorio continuerà a non fare altro, da qui diventa una cosa magicamente viva, una nuova voce a cui si deve dare il giusto spazio, poiché è capace di rispondere perfettamente "a tono" alla sua collega.
Esaminiamo la porta d'ingresso a questo nuovo mondo, l'Invenzione n.1, dal punto di vista dello strumentista.
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giovedì 6 marzo 2014
domenica 29 dicembre 2013
Una guida nel labirinto delle tonalità
Uno dei più importanti precursori del Clavicembalo Ben Temperato di Bach (libro I del 1722, libro II del 1744.) è l'opera Ariadne musica, una raccolta di pezzi per organo di Johann Caspar Ferdinand Fischer, musicista barocco pressoché oscuro, pubblicata la prima volta nel 1702. La parte principale della collezione è un ciclo di 20 preludi e fughe in tonalità diverse, un po' come nell'opera di Bach, che ha una struttura simile.
venerdì 27 dicembre 2013
Bach, che cosa hai in mano?
Nel più famoso ritratto di Johann Sebastian Bach, quello di Haussmann, il musicista regge nella mano destra un foglio di carta con delle note manoscritte, evidentemente di sua composizione. Cos'è?
martedì 3 aprile 2012
Variazioni Goldberg: Variazioni 16-30
VARIATIO 16 Ouverture
"Ouverture"
In questa variazione, già dal primo accordo di quattro suoni nella tessitura grave del clavicembalo, si intuisce il timbro di un "Tutti" orchestrale.
Il brano è chiaramente diviso in due parti di carattere diverso: il primo un lento e pomposo preludio con ritmo puntato e con imitazioni tra le voci, il secondo un veloce e leggero fugato a quattro voci, tutto nel tipico stile della Grande Ouverture Francese.
La funzione "introduttiva" di questa forma, collocata al tuttavia centro dell'opera, vuole dare l'idea di una nuova partenza esattamente a metà percorso. Anche il numero delle battute evoca il concetto di "metà": la prima sezione è di 16 battute, metà rispetto alle 32 della seconda; questa e l'unica variazione con un numero di battute superiore a 32, in tutto 48.
"Ouverture"
In questa variazione, già dal primo accordo di quattro suoni nella tessitura grave del clavicembalo, si intuisce il timbro di un "Tutti" orchestrale.
Il brano è chiaramente diviso in due parti di carattere diverso: il primo un lento e pomposo preludio con ritmo puntato e con imitazioni tra le voci, il secondo un veloce e leggero fugato a quattro voci, tutto nel tipico stile della Grande Ouverture Francese.
La funzione "introduttiva" di questa forma, collocata al tuttavia centro dell'opera, vuole dare l'idea di una nuova partenza esattamente a metà percorso. Anche il numero delle battute evoca il concetto di "metà": la prima sezione è di 16 battute, metà rispetto alle 32 della seconda; questa e l'unica variazione con un numero di battute superiore a 32, in tutto 48.
venerdì 2 dicembre 2011
giovedì 17 novembre 2011
Variazioni Goldberg: Aria
L'"Aria" delle "Variazioni Gordberg" di Johann Sebastian Bach è un pezzo già apparso nel secondo "Notenbüchlein" ("Piccolo Quaderno di Musica") di Anna Magdalena del 1725. Non presenta in quella sede né il titolo né il nome del compositore, tant'è che si è sospettato possa essere un'opera anonima. Ad avvalorare quest'ipotesi si aggiunge il fatto che la linea melodica del basso è una melodia tradizionale (almeno nella prima parte) rintracciabile in molti altri brani del repertorio seicentesco, esso richiama un basso ostinato di ciaccona:
martedì 8 novembre 2011
Variazioni Goldberg: i numeri e le suddivisioni interne
Le Variazioni Goldberg di J. S. Bach sono pervase da una complessa numerologia.
L'"Aria" iniziale è di 32 battute, come 32 sono i brani in tutto (Aria, 30 variazioni, ripresa dell'Aria). La ripetizione dell'”Aria" alla fine richiama la forma tripartita ABA' dell'Aria con da capo.
Il numero 3 è particolarmente importante per il musicista, fervente religioso, perché richiamava la Trinità:
L'"Aria" iniziale è di 32 battute, come 32 sono i brani in tutto (Aria, 30 variazioni, ripresa dell'Aria). La ripetizione dell'”Aria" alla fine richiama la forma tripartita ABA' dell'Aria con da capo.
Il numero 3 è particolarmente importante per il musicista, fervente religioso, perché richiamava la Trinità:
mercoledì 12 ottobre 2011
Variazioni Goldberg: La leggenda della “montagna d'oro”
Sull'origine delle Variazioni Goldberg, riferisce che le sue fonti sono i due figli più anziani di Johann Sebastian, ossia Wilhelm Friedemann (1710-1784) e Carl Philipp Emanuel (1714-1788), e proprio al seguente passo si deve il titolo tradizionale dell'opera:
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