Visualizzazione post con etichetta arte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta arte. Mostra tutti i post

domenica 28 giugno 2015

Il CREDITO greco

Per comprendere appieno la dimensione dello spaventoso debito greco occorre analizzare attentamente il seguente "grafico" di un famoso economista rinascimentale...

lunedì 14 luglio 2014

Lettera aperta alla ragazza di Trivago


Gent. signorina dello spot Trivago,

Quando lei nel suddetto spot dice: "Voglio andare a… Venezia…"

io mi illudo sempre che possa continuare con qualcosa come:

domenica 6 luglio 2014

L'asimmetria di una melodia di Brahms



La simmetria stanca, annoia, uccide.

Nelle asimmetrie di un'opera d'arte riconosciamo qualcosa di vivo, di vitale, di umano, di nostro.

In realtà è dal dialogo tra queste due "forze" che scaturisce la bellezza. In fondo percepiamo l'asimmetria in qualcosa di bello solo in funzione della simmetria che va ad infrangere...

...E così anche nella musica.

venerdì 4 luglio 2014

Il labirinto unicursale sul capitello romanico

Io sono il Signore, tuo Dio, che ti fece uscire dalla terra d'Egitto, dalla casa degli schiavi. Non avrai altro Dio all'infuori di me.
(Esodo 20, 2-3)


Nel chiostro medievale del monastero di San Benedetto a Conversano (BA) è possibile ammirare una rarità dell'estetica romanica: un capitello su cui è scolpito un labirinto unicursale, ossia un labirinto senza "vicoli ciechi".

giovedì 3 luglio 2014

Un peccatore "bollito"

..in un enorme pentolone da diavoli sogghignanti...
(sul portale della Chiesa di San Nicola dei Greci ad Altamura).

sabato 3 maggio 2014

Il pianto trattenuto di un uomo

Poi disse al discepolo: "Ecco tua madre!".
E da quel momento il discepolo l'accolse in casa sua.
(GV, 19, 27)

Davanti al Compianto sul Cristo morto (1463-1490) di Niccolò dell'Arca, nella Chiesa di Santa Maria della Vita a Bologna, si può avere come la sensazione di precipitare.

giovedì 24 aprile 2014

Eredi di Duchamp? L'arte di sfregiare il sacro nell'era di Photoshop

Quanta purezza e immediatezza di intenzioni c'era nel "gesto" di Duchamp di sfregiare l'immagine della Mona Lisa dipinta da Leonardo con un piccolo paio di baffetti e un pizzetto nel 1919...

Oggi la tecnologia è talmente più avanzata rispetto ad allora che a quell'immagine, da sempre un'icona dell'arte sublime del Rinascimento italiano, è stato fatto di tutto, ma non più per mano umana quanto per mezzo di computer e programmi di grafica vari.

venerdì 18 aprile 2014

Quando la tela è una mappa

Alcuni dipinti non rappresentano un'unica scena, ma più scene che, pur svolgendosi in tempi diversi, vengono disposte tutte insieme sul "tempo unico" della tela; talvolta esse vedono coinvolti gli stessi personaggi e quindi le tele pensate in questo modo diventano delle vere e proprie mappe da leggere seguendo un percorso preciso.

Uno di questi è la Passione di Cristo del pittore fiammingo Hans Memling (1435/40-1494), esposta presso la Galleria Sabauda di Torino, in cui vengono rappresentati vari episodi dei Vangeli, tutti insieme su una tela di 56,7 cm × 92,2 cm.


mercoledì 9 aprile 2014

Siamo nani sulle spalle di Velázquez

Siamo come nani sulle spalle di giganti,
così che possiamo vedere più cose di loro e più lontane,
non certo per l'altezza del nostro corpo,
ma perché siamo sollevati e portati in alto dalla statura dei giganti.
(Bernardo di Chartres)

Nel quadro Las Meninas ("Le damigelle d'onore") del 1656 c'è un quadro visto da dietro, che si vede solo in parte, mentre viene dipinto nel 1656. Esso ha le stesse dimensioni del quadro che abbiamo di fronte oggi, per intero.

lunedì 24 marzo 2014

La cappella degli Scrovegni a fumetti - Storie di Cristo

Fumetti su storie della vita di Gesù Cristo con immagini tratte dal ciclo di affreschi ad essa dedicato nella Cappella degli Scrovegni di Padova e testi tratti dai Vangeli sinottici: un'operazione per comprendere meglio le rappresentazioni di Giotto.

ANNUNCIAZIONE

venerdì 7 marzo 2014

Le altre "Cappelle Sistine"

"Cappella Sistina" indica per antonomasia l'interno di un luogo in genere legato alla religione, in genere di una sola stanza, affrescato pressoché completamente, in particolare il soffitto, in genere dalla mano di un unico artista, in modo evidentemente miracoloso, proprio come per la Cappella Sistina affrescata da Michelangelo a Roma.

Ma in Italia, oltre a quello creato da Michelangelo, esistono altri luoghi concepiti allo stesso modo, altre "Cappelle Sistine".

lunedì 3 febbraio 2014

La suspence ai tempi di Leonardo da Vinci

Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: 
«In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». 
I discepoli si guardavano l’un l’altro, 
non sapendo bene di chi parlasse. 
Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, 
si trovava a tavola al fianco di Gesù. 
Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: 
«Di', chi è colui a cui si riferisce?».
(Gv 13, vv. 21-24)


Giuda (che tradirà), Pietro (che fa il cenno e chiede) e Giovanni (il discepolo che Gesù amava) costituiscono il gruppo di tre apostoli immediatamente sulla sinistra rispetto a Cristo.


Questo è il gruppo che Leonardo ha concepito e dipinto prima degli altri, commettendo anche l'errore di dipingere questi tre apostoli troppo piccoli (appaiono sproporzionati rispetto agli altri gruppi), ma è anche il gruppo in sé concettualmente più perfetto.

I volti, i gesti e gli oggetti che i tre hanno in mano sono un vero e proprio dramma nel dramma.

sabato 1 febbraio 2014

La bianca figura fa ancora pensare

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza.
(Dante, Inferno, canto XXVI, vv.118-120)


C'è una figura vestita di bianco nella Scuola di Atene (1509-10) di Raffaello, sulla sinistra, il cui sguardo buca la parete dell'affresco. In quell'affresco quella figura sembra essere altra cosa rispetto al contesto.

Non è al centro come Platone e Aristotele, e non è altrettanto facilmente identificabile perché non sta facendo nulla se non guardarci. Ma è l'unica a farlo, l'unica a chiamarci direttamente in causa in mezzo a tanta sapienza.*

giovedì 30 gennaio 2014

Lo sguardo di un bambino ai piedi della Croce


Nella Deposizione di Volterra (1521) di Rosso Fiorentino è rappresentato il momento della deposizione del corpo di Cristo dalla croce.

Il quadro è evidentemente strutturato in due parti, una metà superiore fatta di uomini al lavoro e una inferiore fatta di disperazione.

Oltre al Cristo morto, ci sono dieci personaggi: tra i sei in basso vi sono anche importanti protagonisti del Vangelo (la Madonna, la Maddalena, San Giovanni...) travolti dal dolore per la morte del figlio o dell'amico; i quattro più in alto, sulle scale, sono manovali, intenti semplicemente a tirar giù il corpo dalla croce, in modo brutale, forse anche un po' maldestro.

E poi c'è il bambino.

domenica 12 gennaio 2014

Altri architetti. Altra Torino.

Torino -come tutte le città- non è solo centro. Non è solo Sette-Ottocento. E non è solo Juvarra.

A Torino, soprannominata "la capitale italiana del Liberty", si possono trovare molti palazzi di vari architetti aderenti ognuno a suo modo a questa corrente artistica di inizi Novecento: Pietro Fenoglio, Gottardo Gussoni, Giovanni Gribodo e altri.

Proponiamo un itinerario fotografico nel quartiere Cit Turin attraverso via Susa, via Duchessa Jolanda, corso Francia e via Piffetti.

lunedì 6 gennaio 2014

Un topo come moneta


Presso l'indirizzo Lungo Dora Savona 30 di Torino si può ammirare un sinistro murales dell'artista belga Roa raffigurante un enorme ratto che regge in mano  per la coda un altro ratto più piccolo morto, stando in piedi come un suricate su un ammasso di ossa e teschi.

Non si capisce se stia per mangiare il piccolo topo o se lo stia offrendo o vendendo (per ottenere cosa?…).


Certo è un'immagine poeticamente inquietante, potente rappresentazione simbolica di crisi economica, che fa venire in mente la frase di Zbignew Herbert ripresa in "Cosmopolis" di Don Delillo (poi film di Cronenberg):

"Il topo diventò l'unità monetaria"

L'edificio è sede dei servizi sociali territoriali e anche per questo il murales sembra un memento ulteriormente angoscioso: se falliscono loro...

domenica 18 settembre 2011

Pompei si tinse di giallo

Affresco di Pompei
Era un giallo. E stavolta non c'entra l'incuria di amministrazioni odierne. Il rosso tipico più famoso del mondo era in realtà abbastanza spesso un giallo ocra poi modificato dal calore dei gas eruttati dal Vesuvio.