Per un lavoro a scuola ho provato a scrivere un sonetto che imita il celebre
S'i'fosse foco di Cecco Angiolieri.
Ho cercato di rispettarne l'endecasillabo e lo schema delle rime, i riferimenti alla natura nella prima strofa e i riferimenti ai poteri sacro e temporale nella seconda; nella terza ho mantenuto Morte e Vita, mentre nell'ultima ho usato il cosiddetto
senhal, due parole che nascondono il mio nome, ma non ho resistito a virare più verso una sfera morale invece di seguire uno spirito comico e dissacrante più tipico di Cecco. (Forse mi hanno influenzato i tempi che corrono...)
Ecco il risultato.