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sabato 19 aprile 2014

Il dubbio è un oboe (forse...)

Il compito degli uomini di cultura
è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi,
non già di raccogliere certezze.
Norberto Bobbio, Politica e cultura, 1955

In ogni corso sulle forme musicali che si rispetti quando si parla della "forma sonata" in sintesi si dice che è composta da tre sezioni, esposizione-sviluppo-ripresa (più eventualmente una coda), che nella ripresa ci sono gli stessi due temi dell'esposizione, ma l'unica differenza sostanziale tra esposizione e ripresa è che nella ripresa questi due temi sono entrambi nella tonalità d'impianto.

Poi è arrivato Beethoven a farci sorgere un dubbio.

mercoledì 15 gennaio 2014

Il mistero del ritratto di Neefe o Luchesi


Chi è l'uomo di questo ritratto? E' il primo maestro di Beethoven?

venerdì 10 gennaio 2014

Gocce di pioggia sull'Appassionata

Alla sonata op. 57 di Beethoven detta "Appassionata", composta nel 1804-05, è ricondotto un aneddoto che ci restituisce un po' di quei caratteri che spesso vengono attribuiti al compositore: l'orgoglio per il suo ruolo di artista, l' irruenza nelle sue reazioni e -appunto- la passione per la sua arte fino a pretenderne il rispetto in modo aggressivo.

giovedì 26 dicembre 2013

Per Elisa: la forma di un'ossessione (d'amore?)

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Mi-Re#-Mi-Re#-Mi-Re#-Mi-Re#-Mi-Re#...
Ripetete mille volte queste note e ad un certo punto vi convincerete di essere in Mi, non certo in La minore.
Parafrasando Goebbels si potrebbe dire: ripetete una dominante cento, mille, un milione di volte e diventerà una tonica…
Su questa ambiguità si gioca il più celebre tema di un brano pianistico, o forse della storia della musica (insieme al tema della Quinta Sinfonia di Beethoven, anch'esso ambiguo…).

martedì 27 marzo 2012

La leggenda sul "Chiaro di Luna"


La "Sonata quasi una fantasia" in Do# minore op. 27 n.2 di Ludwig van Beethoven, soprannominata "Al Chiaro di Luna", è uno dei pezzi più straordinari e celebri in tutta la storia della musica.

Circola da sempre una leggenda, anche con piccole varianti, su come questo brano sia stato concepito. Non esiste alcuna fonte che ne attesti una veridicità anche parziale (anche il soprannome è postumo!), anzi è ritenuta completamente falsa, tuttavia la storia in sé resta piuttosto affascinante in quanto restituisce la dimensione "naturale", che ne ha ispirato successivamente il titolo, e anche una sensibilità umana, da parte del compositore, che fa piacere immaginare nei confronti di una donna povera e cieca.

lunedì 10 ottobre 2011

Un pellegrinaggio da Beethoven. Una novella di Richard Wagner

Richard Wagner
Ludwig van Beethoven
Un pellegrinaggio da Beethoven
di Richard Wagner

Miseria ed angoscia, tu dea protettrice del musicista tedesco, qualora egli non sia divenuto maestro di cappella in qualche teatro di corte, - miseria ed angoscia, anche in questo ricordo della mia vita ti sia reso subito il primo, più glorificante omaggio! Lasciati celebrare, o perseverante compagna della mia vita! Tu mi hai aiutato sempre fedelmente e non mi hai mai abbandonato; ognora hai allontanato da me con forte mano sorridenti vicende felici, ognora mi hai difeso dagli sguardi, fiammeggianti e molesti, di Fortuna! Con nera ombra mi hai sempre celato i beni vani di questa terra; sii ringraziata per la tua instancabile affezione! Ma, se è possibile, cerca di trovare, forse col tempo qualche altro protetto, perché, solo per curiosità, vorrei ben provare una volta come si potrebbe vivere anche senza di te. Almeno, ti prego di torturare in modo tutto speciale i nostri agitatori politici, quei forsennati, che ad ogni costo vogliono riunire la Germania sotto uno scettro solo:- ma vi sarebbe allora un unico teatro di corte, e quindi un sol posto di direttore d'orchestra! E che ne sarebbe allora dei miei sogni dorati, delle sole speranze, che già adesso mi sfumano dinnanzi pallide ed incerte – ora, che i teatri di corte, tedeschi, ve n'ha tanti? - Però, me n'avvedo, sto diventando temerario. Perdona, o dea protettrice, il desiderio empio, or ora espresso! Del resto, tu conosci il mio cuore, e sai come ti sono devoto, e come lo sarò sempre, anche quando in Germania vi fossero mille teatri di corte! Amen!
Prima di questa mia orazione quotidiana non mi accingo mai a nulla, quindi neanche a metter giù il racconto del mio pellegrinaggio da Beethoven.

domenica 3 luglio 2011

Goshu, il violoncellista (che suona Beethoven)

"Goshu il violoncellista" è un film d'animazione giapponese del 1982 diretto da Isao Takahata.
Il soggetto del film ruota intorno al tema musicale della Sinfonia n. 6 di Ludwig van Beethoven, la "Pastorale".

La pellicola è una favola per bambini (ma non solo) e inizia con una trasposizione animata del "temporale" della sinfonia, che ci porta in modo molto naturale alle prove dell'orchestra che lo sta suonando, dove il protagonista della storia, il violoncellista Sensei, viene pesantemente redarguito dal direttore a causa del suo suono fuori tempo e non intonato, nonostante manchino solo 10 giorni all'esibizione.