lunedì 3 febbraio 2014

La suspence ai tempi di Leonardo da Vinci

Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: 
«In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». 
I discepoli si guardavano l’un l’altro, 
non sapendo bene di chi parlasse. 
Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, 
si trovava a tavola al fianco di Gesù. 
Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: 
«Di', chi è colui a cui si riferisce?».
(Gv 13, vv. 21-24)


Giuda (che tradirà), Pietro (che fa il cenno e chiede) e Giovanni (il discepolo che Gesù amava) costituiscono il gruppo di tre apostoli immediatamente sulla sinistra rispetto a Cristo.


Questo è il gruppo che Leonardo ha concepito e dipinto prima degli altri, commettendo anche l'errore di dipingere questi tre apostoli troppo piccoli (appaiono sproporzionati rispetto agli altri gruppi), ma è anche il gruppo in sé concettualmente più perfetto.

I volti, i gesti e gli oggetti che i tre hanno in mano sono un vero e proprio dramma nel dramma.

sabato 1 febbraio 2014

La bianca figura fa ancora pensare

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza.
(Dante, Inferno, canto XXVI, vv.118-120)


C'è una figura vestita di bianco nella Scuola di Atene (1509-10) di Raffaello, sulla sinistra, il cui sguardo buca la parete dell'affresco. In quell'affresco quella figura sembra essere altra cosa rispetto al contesto.

Non è al centro come Platone e Aristotele, e non è altrettanto facilmente identificabile perché non sta facendo nulla se non guardarci. Ma è l'unica a farlo, l'unica a chiamarci direttamente in causa in mezzo a tanta sapienza.*

Todo modo: l'orrore nella memoria

Todo Modo (1976) di Elio Petri è indubbiamente uno dei più grandi film horror italiani. Diciamo film horror anche se lo è diventato involontariamente. Nasce come film grottesco, ma diventa horror a causa della evoluzione storica della vita politica italiana successiva. La storia immediatamente successiva ci ha fatto talmente più orrore da modificare la stessa percezione che gli Italiani potevano avere del film.

venerdì 31 gennaio 2014

La consapevolezza non è mai una sconfitta

La cosa più interessante nel film I giorni contati (1962) di Elio Petri è la riflessione sul fatto di poter avere un'illuminazione, una nuova consapevolezza indipendentemente dall'età che si ha, dal lavoro che si svolge e dalla vita che si conduce. E in qualunque momento.

Cesare, un idraulico cinquantenne, la riceve mentre fa qualcosa di molto banale come prendere un autobus, un momento completamente passivo in cui si è portati, in cui la gente aspetta di arrivare chissà dove, magari senza neanche pensare.

giovedì 30 gennaio 2014

Lo sguardo di un bambino ai piedi della Croce


Nella Deposizione di Volterra (1521) di Rosso Fiorentino è rappresentato il momento della deposizione del corpo di Cristo dalla croce.

Il quadro è evidentemente strutturato in due parti, una metà superiore fatta di uomini al lavoro e una inferiore fatta di disperazione.

Oltre al Cristo morto, ci sono dieci personaggi: tra i sei in basso vi sono anche importanti protagonisti del Vangelo (la Madonna, la Maddalena, San Giovanni...) travolti dal dolore per la morte del figlio o dell'amico; i quattro più in alto, sulle scale, sono manovali, intenti semplicemente a tirar giù il corpo dalla croce, in modo brutale, forse anche un po' maldestro.

E poi c'è il bambino.

mercoledì 29 gennaio 2014

Maus di Art Spiegelman: testimonianza e suggestioni


Un fumetto su un topo. Chi vi viene in mente?
E invece Maus di Art Spiegelman parla dell'orrore nazista.

Sembra assurdo che una materia così importante, un orrore così estremo venga trattato con un linguaggio legato più al mondo dell'intrattenimento che a quello della letteratura, della cronaca giornalistica o della trattazione storica.

domenica 26 gennaio 2014

Ascoltare il canto gregoriano

Provare ad ascoltare il canto gregoriano è un'esperienza spiazzante sia per chi mastica poco la musica sia per chi si è nutrito per anni dei compositori più blasonati della storia della musica.

E' una musica che spiazza perché è monodica, ossia con una sola linea melodica e senza accompagnamento (e quindi non ha armonia definita), non ha un ritmo scandito da battute tutte di uguale durata e non rispetta l'idea di scala che siamo abituati a percepire abitualmente nell'"altra musica". (Per esempio non esiste l'idea di "sensibile" poiché nessuna nota finale è preceduta da semitono.)

Cosa cercare in questa musica?

venerdì 24 gennaio 2014

Una lezione sull'urlo indignato

"BASTA! ORA BASTA! E' CADUTO… E ALLORA? FA RIDERE? QUI CI SI METTE L'ANIMA! E SE NON VI PIACE POTETE PURE ANDARVENE. NON ABBIAMO BISOGNO DI GENTE COME VOI! ANDATE! ANDATE! ANDATE VIA!"


Sono grato come spettatore e come cittadino italiano al regista Carlo Mazzacurati, recentemente scomparso, per questa scena in particolare.