domenica 5 ottobre 2014

Addio, mascherine.

"Addio, mascherine!" rispose il burattino. "Mi avete ingannato una volta, e ora non mi ripigliate più."
"Credilo, Pinocchio, che oggi siamo poveri e disgraziati davvero!". "Davvero!" ripeté il Gatto.
"Se siete poveri, ve lo meritate. Ricordatevi del proverbio che dice: "I quattrini rubati non fanno mai frutto". Addio, mascherine!"
"Abbi compassione di noi!...". "Di noi!..."
"Addio, mascherine! Ricordatevi del proverbio che dice: "La farina del diavolo va tutta in crusca"."
"Non ci abbandonare!...". "...are!" ripeté il Gatto.
"Addio, mascherine! Ricordatevi del proverbio che dice: "Chi ruba il mantello al suo prossimo, per il solito muore senza camicia"."
(C. Collodi, Pinocchio, cap. XXVI)

In tempi di riflessione sul mondo della scuola da parte del governo e della collettività con metodi più o meno discutibili per la loro efficacia o sensatezza, ho rivisto il Pinocchio di Carmelo Bene.

La rappresentazione ribalta completamente i punti di vista del libro di Collodi, anche in modo provocatorio, com'è quasi normale aspettarsi da quest'attore.

lunedì 11 agosto 2014

Mozart sublime, rigoroso e... volgare!

Il divertimento che Mozart traeva dalle volgarità non si evince solo dalle sue lettere, ma anche dalla sua musica.

Il contenuto dei testi dei brani a seguire spesso è solo "Leccami il culo" o simili e viene espresso attraverso canoni rigorosissimi.

Non tutte le musiche sono mozartiane, al contrario tutti i "testi" probabilmente lo sono, e comunque gli ultimi canoni (K. 559-560-561) sono delle chicche musicali veramente imperdibili, anche per la capacità di integrare il rigore di una tecnica difficile e antica come il canone con la scrittura brillante e moderna di un'opera buffa.

(Dovremo aspettare il finale fugato del Falstaff di G. Verdi per ritrovare un'operazione paragonabile, ma sarà tutta un'altra storia, borghese, con nulla di volgare).

domenica 10 agosto 2014

Le canzoni dei Ragazzi di vita

Pier Paolo Pasolini
I personaggi di Ragazzi di vita (pubblicato nel 1956) di Pier Paolo Pasolini spesso nel corso del romanzo cantano per i motivi più vari: passare il tempo, infastidire qualcuno, obbedire a qualcuno che impone di cantare minacciando...

È l'unica forma di musica che si ascolta nel libro, tutto il resto sono rumori sgradevoli di città, come quelli di trasporti, della folla, delle fabbriche, oppure il silenzio più desolato della miseria o delle solitudini; solo il fiume ha un suono confortante, estraneo, naturale, e forse per questo attira continuamente i ragazzi al bagno nelle sue acque, per quanto esse siano inquinate e impietose.

giovedì 7 agosto 2014

Come un insetto una sera d'estate


Pazza di rabbia
una libellula
strappa le ali
fino a morire
contro un banale
globo di luce.

Cosa ti acceca?
Vedi il tuo amore?
È religione?
Non mi rispondi.
Sbatti la testa
pazza di rabbia.

(Poesia misteriosa
è il suo sacrificio
che mi ammonisce.)

mercoledì 6 agosto 2014

La simbologia del cane Bendicò

foto https://www.flickr.com/people/loungerie/
"Fai attenzione: il cane Bendicò è un personaggio importantissimo ed è quasi la chiave del romanzo"
(G. Tomasi di Lampedusa, lettera del 30 maggio 1957 al barone Enrico Merlo di Tagliavia)

Ho letto questa frase nell'introduzione al romanzo Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e mi ha subito molto colpito, per cui ho deciso di seguire (come un segugio?) proprio l'alano Bendicò per tutto il romanzo.

domenica 3 agosto 2014

Händel non ha scritto Follie


G. F. Händel
La Sarabanda dalla Suite n. 4 per clavicembalo di G. F. Händel, resa celeberrima nella versione arrangiata per orchestra dal film Barry Lyndon di Stanley Kubrick, ad una analisi seria ed approfondita non può essere considerata una delle tante elaborazioni create, soprattutto in epoca barocca, sul tema della Follia di Spagna.

sabato 2 agosto 2014

Follie barocche (e non)

Le più importanti elaborazioni sul tema della Follia di Spagna, composte in epoca barocca e successivamente.
Per approfondimenti teorici e ulteriori citazioni del tema consultare la pagina di Wikipedia oppure http://www.folias.nl/

Tema della Follia di Spagna

venerdì 18 luglio 2014

La Storia è una coda di maiale

"...cominciò a decifrare l'istante che stava vivendo,
e lo decifrava a mano amano che lo viveva, 
profetizzando se stesso nell'atto di decifrare l'ultima pagina delle pergamene, 
come se si stesse vedendo in uno specchio parlante."
(da Cent'anni di solitudine di Gabriel García Márquez)

Salvador Dalì, La persistenza della memoria
Cent'anni di solitudine di Gabriel García Márquez è una riflessione sul Tempo e il suo modo di scorrere nella coscienza, un tempo -nel libro- lungo cent'anni che deve fare inevitabilmente i conti con la Storia.

Il libro diventa quindi anche una riflessione sulla Storia stessa e i suoi corsi e ricorsi, e il modo di leggerla o ri-leggerla.

Inoltre lo stesso stile della narrazione è coerentemente una nuova riflessione (anche come rispecchiamento) di una originale concezione del tempo derivante dalla Teoria della Relatività di Einstein.

lunedì 14 luglio 2014

Lettera aperta alla ragazza di Trivago


Gent. signorina dello spot Trivago,

Quando lei nel suddetto spot dice: "Voglio andare a… Venezia…"

io mi illudo sempre che possa continuare con qualcosa come:

lunedì 7 luglio 2014

Un Commendatore per le coscienze oppidesi

Scena da "Amadeus" di M. Forman
particolare di un video da ilfattoquotidiano.it
Non riesco facilmente a commentare "l'inchino della Madonna al boss" che si è verificato a Oppido Mamertina (RC).

Per fortuna non occorre in un caso simile una maggiore presenza dello Stato, né un CommenTatore, bensì un CommenDatore.

Se le statue si muovono, si inchinano addirittura, le si può anche invitare a cena.