Tutte le sinfonie d'opera di Gioacchino Rossini (tranne l'ultima, Guillame Tell) sono costruite seguendo uno schema chiarissimo di forma-sonata e il loro ascolto consapevole aiuta tantissimo a prendere dimestichezza con questa forma, che si ritrova spesso in modo più complesso in genere nei primi tempi di sinfonie, sonate, quartetti, ecc. di tantissimi altri compositori...
- Introduzione (teatrale, forti improvvisi e cantabile di strumento a fiato)
- Primo tema (archi insieme)
- Secondo tema (fiati alternati)
- Codette (crescendo rossiniano)
- (Micro) sviluppo
- Primo tema (archi insieme, più corto)
- Secondo tema (fiati alternati)
- Codette (crescendo rossiniano)
- Coda Finale
Ne ho scelte alcune tra le mie preferite.
lunedì 29 giugno 2015
domenica 28 giugno 2015
Il CREDITO greco
Per comprendere appieno la dimensione dello spaventoso debito greco occorre analizzare attentamente il seguente "grafico" di un famoso economista rinascimentale...
sabato 2 maggio 2015
Rottamando pure la morte
Fratelli d'Italia
L'Italia s'è desta,
Dell'elmo di Scipio
S'è cinta la testa.
Dov'è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò.
L'Italia s'è desta,
Dell'elmo di Scipio
S'è cinta la testa.
Dov'è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò.
(Dall'inno d'Italia di G. Mameli)
Le parole sono importanti.
(Nanni Moretti, "Palombella rossa")
In bocca ai bambini la parola "morte" suonava stonata. Per questo nell'inno di Mameli-Novaro durante l'inaugurazione di Expo 2015 a Milano hanno pensato bene di sostituirla con la parola "vita". Con tanto di avallo del Presidente del Consiglio che ha iniziato il suo discorso citando proprio la loro modifica non autorizzata da nessuno dei Fratelli d'Italia del testo.
Era facile, per fortuna anche "vita" è di due sillabe.
lunedì 6 aprile 2015
Ferraglia e nitriti
Robert Bresson sosteneva che il cinema sonoro in realtà avesse inventato il silenzio. Questo ci dice tantissimo del suo cinema, che quindi va "guardato" (anche) con le orecchie.
Non fa eccezione Lancillotto e Ginevra che proprio attraverso i suoni riesce a contraddire i dialoghi dei personaggi più di quanto non facciano da sole le immagini.
sabato 4 aprile 2015
Schubert dalla parte dell'asino
La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali.
Gandhi
Gandhi
Nei film di Bresson in generale si sentono pochissimi dialoghi. Anche (e forse soprattutto) questo accade in Au hasard Balthazar, in cui il protagonista, Balthazar, è un asino.
Ma anche qui, come in tutti i suoi film, fondamentali diventano i suoni e la musica.
domenica 29 marzo 2015
Je suis Antoine Doinel
Tutti i grandi sono stati bambini una volta
(ma pochi di essi se ne ricordano).
(Da Il piccolo principe
di Antoine de Saint-Exupéry)
(Voglio dedicare questo post a tutti gli insegnanti che come me hanno in classe problemi di gestione della disciplina e davanti ai quali a volte pensano che i ragazzi nel tempo diventano sempre peggiori.)
Devo aver visto per la prima volta I 400 colpi di Truffaut dopo i vent'anni, ho visto "da grande" insomma un film che riguardava un adolescente, e ho un ricordo vago di quella visione, ma fondamentalmente mi annoiai. Ero già troppo grande o troppo lontano con la memoria dalla scuola dell'obbligo per capirlo, e certamente avevo avuto un'adolescenza meno difficile di quella raccontata nel film.
domenica 15 febbraio 2015
Le ultime note di Mozart
Lacrimosa dies illa,
Qua resurget ex favilla,
Judicandus homo reus.
(Dal testo del Lacrimosa
del Requiem di Mozart)
sabato 14 febbraio 2015
Il primo discorso del muto
Quando i nazisti presero i comunisti,
io non dissi nulla
perché non ero comunista.
Quando rinchiusero i socialdemocratici
io non dissi nulla
perché non ero socialdemocratico.
Quando presero i sindacalisti,
io non dissi nulla
perché non ero sindacalista.
Poi presero gli ebrei,
e io non dissi nulla
perché non ero ebreo.
Poi vennero a prendere me.
E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa.
Martin Niemöller
- Ora devi parlare.
- Non posso.
- Devi. E' la nostra sola speranza
- Speranza...
(Da Il grande dittatore di Charlie Chaplin)
Il finale del grande dittatore di Chaplin è in primo luogo un esempio storico potentissimo di coscienza civile e partecipazione politica. Poi è anche un pezzo di storia del cinema nello specifico, magari anche di storia dell'arte o della letteratura, ma in primo luogo un esempio per tutti.
sabato 15 novembre 2014
La pecora nera di Tempi Moderni
Words like violence
Break the silence
Come crashing in
Into my little world
Painful to me
Pierce right through me
Can't you understand
Oh, my little girl?
All I ever wanted
All I ever needed
Is here in my arms
Words are very unnecessary
They can only do harm
Vows are spoken
To be broken
Feelings are intense
Words are trivial
Pleasures remain
So does the pain
Words are meaningless
And forgettable
All I ever wanted
All I ever needed
Is here in my arms
Words are very unnecessary
They can only do harm
Enjoy the silence
(Depeche Mode)
Nella prima scena del film Tempi Moderni (1936) di Charlie Chaplin si vede un gregge di pecore dall'alto, mentre si dirigono tutte quante verso il basso. Tra esse passa quasi inosservata una pecora nera nel mezzo.
domenica 5 ottobre 2014
Addio, mascherine.
"Addio, mascherine!" rispose il burattino. "Mi avete ingannato una volta, e ora non mi ripigliate più."
"Credilo, Pinocchio, che oggi siamo poveri e disgraziati davvero!". "Davvero!" ripeté il Gatto.
"Se siete poveri, ve lo meritate. Ricordatevi del proverbio che dice: "I quattrini rubati non fanno mai frutto". Addio, mascherine!"
"Abbi compassione di noi!...". "Di noi!..."
"Addio, mascherine! Ricordatevi del proverbio che dice: "La farina del diavolo va tutta in crusca"."
"Non ci abbandonare!...". "...are!" ripeté il Gatto.
"Addio, mascherine! Ricordatevi del proverbio che dice: "Chi ruba il mantello al suo prossimo, per il solito muore senza camicia"."
In tempi di riflessione sul mondo della scuola da parte del governo e della collettività con metodi più o meno discutibili per la loro efficacia o sensatezza, ho rivisto il Pinocchio di Carmelo Bene.
La rappresentazione ribalta completamente i punti di vista del libro di Collodi, anche in modo provocatorio, com'è quasi normale aspettarsi da quest'attore.
"Credilo, Pinocchio, che oggi siamo poveri e disgraziati davvero!". "Davvero!" ripeté il Gatto.
"Se siete poveri, ve lo meritate. Ricordatevi del proverbio che dice: "I quattrini rubati non fanno mai frutto". Addio, mascherine!"
"Abbi compassione di noi!...". "Di noi!..."
"Addio, mascherine! Ricordatevi del proverbio che dice: "La farina del diavolo va tutta in crusca"."
"Non ci abbandonare!...". "...are!" ripeté il Gatto.
"Addio, mascherine! Ricordatevi del proverbio che dice: "Chi ruba il mantello al suo prossimo, per il solito muore senza camicia"."
(C. Collodi, Pinocchio, cap. XXVI)
In tempi di riflessione sul mondo della scuola da parte del governo e della collettività con metodi più o meno discutibili per la loro efficacia o sensatezza, ho rivisto il Pinocchio di Carmelo Bene.
La rappresentazione ribalta completamente i punti di vista del libro di Collodi, anche in modo provocatorio, com'è quasi normale aspettarsi da quest'attore.
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