venerdì 3 giugno 2011

Elenco di alcune comuni figure retoriche con esempi tratti da Fabri Fibra

- AFERESI, caduta della vocale o sillaba iniziale.

Esempio:
O-odio i figli di Pooh e i figli di pa', mi intendi
(Da "Qualcuno normale")

Commento: la parola papa' ha perso la sillaba iniziale diventando pa', per richiamare la parola Pooh (che si legge pu').

- ANAGRAMMA, formazione di frasi o parole diverse utilizzando le stesse lettere.

Esempio: Fabri Fibra

Commento: le parole sono ottenute entrambe utilizzando le consonanti F-B-R e le vocali I-A

- ANAFORA, alcuni versi iniziano allo stesso modo (vedi anche EPIFORA).

Esempio:
in Italia pistole in macchine
in Italia Machiavelli e Foscolo
in Italia i campioni del mondo [...]
in Italia fatti una vacanza al mare
in Italia meglio non farsi operare
in Italia non andare all’ospedale
in Italia la bella vita
in Italia le grandi serate e i gala
in Italia fai affari con la mala
in Italia il vicino che ti spara [ecc.]
(Da “In Italia”)

Commento: i versi iniziano tutti con la formula in Italia.

- APOCOPE, caduta della vocale o della sillaba finale.

Esempio: Fabri

Commento: al nome Fabrizio cade la sillaba finale -zio.

- ASSONANZA, uso delle stesse consonanti in parole vicine.

Esempio:
Ho un amico che si chiama da solo
Si manda i messaggi con scritto "Tesoro"
Si guarda allo specchio dicendo "Ti adoro"
Vorrei dirgli "Ma trovati un lavoro!"
(Da “Vip in Trip”)

Commento: le parole a fine verso da solo-Tesoro-Ti adoro-lavoro usano prevalentemente e nello stesso ordine le vocali A-O-O.

- CHIASMO, 4 parole o concetti disposti in modo incrociato secondo lo schema ABBA.

Esempi:
Perepè qua qua, qua qua perepè

Più sogni e meno fai, più fai e meno sogni
(da “Vip in Trip”)

Commento: perepè (A), qua qua (B), qua qua (B), perepè (A); Più sogni (A) e meno fai (B), più fai (B) e meno sogni (A).

- CLEUASMO, “piangersi addosso” per ottenere consenso o comprensione.

Esempi:
ho voglia di sfogarmi capitemi
(Da “Mal di stomaco”)

ho ancora qualche problema a socializzare
ma tutto sommato non diresti che sto andando male
(Da “Applausi per Fibra”)

Mille strofe, rime catastrofe...
Quale cantautore? Vaffanculo...
(Da “Vip in Trip”)

Commento: l'autore si rivolge direttamente all'uditorio (capitemi-non diresti-Quale cantautore?) in cerca di comprensione per i suoi problemi, che vanno dalla necessità di sfogarsi, alle difficoltà di socializzare, alla frustrazione di non riuscire a fare delle rime all'altezza di un vero cantautore.

- CLIMAX, accostamento di parole che hanno significati che vanno in crescendo.

Esempio:
Poi becca il tronista e chi l'ha più vista
Oggi invece mi chiama, mi cerca, mi ama.
(da “Vip in Trip”)

Commento: La donna amata non solo chiama il nostro autore, ma addirittura lo cerca, anzi addirittura lo ama.

- CONSONANZA, uso delle stesse consonanti in parole vicine

Esempio: Fabri Fibra

Commento: le due parole usano le stesse consonanti, anche nello stesso ordine, F-B-R, ma diverse vocali, anche se vengono semplicemente invertite, A-I.

- DITTOLOGIA, accostamento di due parole di significato simile, talvolta in modo pleonastico.

Esempio:
non guardi mamma mentre piange e lacrima dagli occhi.
(Da “Applausi per Fibra”)

Commento: i verbi piange e lacrima hanno lo stesso significato, il primo è più comune e immediato, mentre il secondo vuole sottolineare la presenza fisica delle lacrime.

- EPIFONEMA, frase sentenziosa alla fine di un pensiero.

Esempi:
Fabri Fibra è tanta roba, come il detto
Comandare è meglio che scopare

Ma non ero abbastanza famoso
Chi è troppo non va con chi è poco famoso
(Da “Vip in Trip”)

Commento: in entrambi i casi il pensiero si conclude con una frase che sembra indiscutibile per il suo tono saggio, come un aforisma.

- EPIFORA, alcuni versi terminano allo stesso modo (vedi anche ANAFORA).

Esempio:
se tu sei bella e bionda grida ooooooooooooooh
se tu sei bella e mora grida oooooooooooooh
se tu sei fidanzata grida ooooooooooooh
se non sei fidanzata grida oooooooooooh
(Da “Tranne te”)

Commento: tutti i versi finiscono con grida oooooooooooh.

- EUFEMISMO, uso di un giro di parole per attenuare una dura verità.

Esempio:
ho ancora qualche problema a socializzare
ma tutto sommato non diresti che sto andando male
(Da “Applausi per Fibra”)

Commento: non diresti che sto andando male potrebbe voler dire sto andando male, ma l'autore si consola pensando che poteva andare peggio.

- IPOCORISTICO, sostituzione del nome proprio con un appellativo o abbreviazione.

Esempio: Fabri

Commento: Fabri è un modo per chiamare una persona che ha nome Fabrizio.

- IPOTIPOSI, descrizione di persona, oggetto o evento fatta in modo da restituirne un'immagine visiva.

Esempio:
Ho un amico che si chiama da solo
Si manda i messaggi con scritto "Tesoro"
Si guarda allo specchio dicendo "Ti adoro"
(Da Vip in Trip)

Commento: i dettagli della descrizione offerta dall'autore circa un amico, ci dà di quest'ultimo un'immagine molto viva e vivace che fa quasi sorridere di compassione.

- ISOCOLON, proposta multipla della stessa struttura sintattica nello stesso periodo.

Esempio:
Cambio lavoro cambio casa cambio figa
(Da “Applausi per Fibra”)

Commento: in questo caso l'isocolon è un tricolon, in quanto la stessa struttura di verbo + complemento oggetto viene riproposta tre volte, anche con l'ANAFORA del verbo (cambio) ad evidenziare con forza il senso di svolta attraverso una ripetizione.

- METAFORA, sovrapposizione di due campi semantici diversi ottenuta dall'assenza di un esplicito “come”, previsto dalla SIMILITUDINE.

Esempi:
La vita che sogni é tutta un pacco
(Da “Tranne te”)

e gira in classe con la pancia mezza nuda
davanti a un professore che ha gli occhi di un barracuda
(Da “Mal di stomaco”)

Commento: nel primo esempio la vita è paragonata ad un pacco, senza dire come un pacco; nel secondo esempio gli occhi sono come quelli di un barracuda per l'eccitazione.

- METONIMIA, espressione che si riferisce ad un'altra di significato “vicino”, come per esempio l'autore per le opere, l'effetto per la causa e viceversa, l'astratto per il concreto e viceversa, oppure ancora la parte per il tutto e viceversa, ma in quest'ultimo caso si chiama anche SINEDDOCHE.

Esempi:
hai comprato il mio cd e lo canti tutto a memoria
(Da “Applausi per Fibra”)

Beh, comunque ho il suo cellulare
(Da “Vip in trip”)

Commenti: appare chiaro che ad essere cantate sono le canzoni contenute nel cd e che l'autore possa avere semmai astrattamente un numero di cellulare, non certo concretamente il cellulare di qualcun altro.

- OMOTELEUTO, parole “in rima” che si trovano nello stesso verso o comunque non necessariamente alla fine.

Esempi:
Comandare è meglio che scopare

Che tristezza, bambole di pezza

Più vuoi e meno avrai, più dai e meno prendi

mi chiama mi cerca mi ama
(Da “Vip in trip”)

Commento: l'omoteleuto è evidente nelle parole comandare-scopare, tristezza-pezza, avrai-dai, chiama-ama, vip-trip, tutte le coppie si trovano nello stesso verso.

- ONOMATOPEA, espressione che appare come la trascrizione di un suono

Esempi:
Politici italiani che perepè qua qua, qua qua perepè [...]

Prima lo si impara, poi pa pa para para pa pa para
(Da “Vip in trip”)

Commento: perepè qua qua, qua qua perepè e pa pa para para pa pa para tentano di imitare il suono fatto da una tromba o trombetta; nel primo caso sta a rappresentare in realtà una persona che parla senza dire nulla di concreto, nel secondo la trombetta è quella del circo, ad indicare che prima si imparano certi meccanismi e prima si riesce a cavarsela, come per un acrobata o giocoliere del circo.

- PARAPROSDOKIAN, troncamento di una frase con un finale improvviso.

Esempi:
Comandare è meglio che scopare, di chi era questa?
Io lo so, lo diceva (come non detto)

Prima lo si impara, poi "Pa pa para para pa pa para"
(Da “Vip in Trip”)

Commento: nel primo caso il secondo verso si interrompe bruscamente probabilmente perché l'autore non può dire il nome di qualcuno (la frase iniziale è un detto siciliano, tipico degli ambienti mafiosi); mentre, nel secondo caso, il riferimento onomatopeico al circo risulta molto più immediato di tante altre espressioni per dire che una volta imparato sarà facile come per un artista del circo.

- PARONOMASIA, sorta di gioco di parole ottenuto da parole o frasi dal suono simile, con qualche lettera diversa, accostate al fine di associare concetti diversi, ottenendo eventualmente effetti musicali e/o umoristici.

Esempio: Fabri Fibra

Commento: accostando il nome di persona ad un termine che fa riferimento (in modo ambiguo) anche al sistema nervoso, può voler significare che quella persona agisce sul sistema nervoso altrui (in qualche modo).

- SIMILITUDINE, paragone tra due cose diverse, in genere riconoscibile dall'uso del “come”.

Esempio:
La vita che sogni é tutta un pacco
come in tv “Affari tuoi”,
è come la verginità
d'un tratto prima la perdi poi la rivuoi
(Da “Tranne te”)

Commento: La vita viene paragonata ad un programma televisivo o alla verginità.

- SINESTESIA, richiamo di sensazioni associate a sensi diversi nella stessa frase.

Esempio:
le rime che io scrivo bastonano alle orecchie
(Da “Idee stupide”)

Commento: il verbo bastonare richiama l'area sensoriale del tatto, mentre le orecchie si riferiscono all'udito, quindi l'espressione vuole sottolineare il forte fastidio che l'autore può provocare con quello che dice.

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