sabato 15 novembre 2014

La pecora nera di Tempi Moderni

Words like violence
Break the silence
Come crashing in
Into my little world
Painful to me
Pierce right through me
Can't you understand 
Oh, my little girl?

All I ever wanted
All I ever needed
Is here in my arms
Words are very unnecessary
They can only do harm

Vows are spoken
To be broken
Feelings are intense
Words are trivial
Pleasures remain
So does the pain
Words are meaningless
And forgettable

All I ever wanted
All I ever needed
Is here in my arms
Words are very unnecessary
They can only do harm

Enjoy the silence
(Depeche Mode)

Nella prima scena del film Tempi Moderni (1936) di Charlie Chaplin si vede un gregge di pecore dall'alto, mentre si dirigono tutte quante verso il basso. Tra esse passa quasi inosservata una pecora nera nel mezzo.

domenica 5 ottobre 2014

Addio, mascherine.

"Addio, mascherine!" rispose il burattino. "Mi avete ingannato una volta, e ora non mi ripigliate più."
"Credilo, Pinocchio, che oggi siamo poveri e disgraziati davvero!". "Davvero!" ripeté il Gatto.
"Se siete poveri, ve lo meritate. Ricordatevi del proverbio che dice: "I quattrini rubati non fanno mai frutto". Addio, mascherine!"
"Abbi compassione di noi!...". "Di noi!..."
"Addio, mascherine! Ricordatevi del proverbio che dice: "La farina del diavolo va tutta in crusca"."
"Non ci abbandonare!...". "...are!" ripeté il Gatto.
"Addio, mascherine! Ricordatevi del proverbio che dice: "Chi ruba il mantello al suo prossimo, per il solito muore senza camicia"."
(C. Collodi, Pinocchio, cap. XXVI)

In tempi di riflessione sul mondo della scuola da parte del governo e della collettività con metodi più o meno discutibili per la loro efficacia o sensatezza, ho rivisto il Pinocchio di Carmelo Bene.

La rappresentazione ribalta completamente i punti di vista del libro di Collodi, anche in modo provocatorio, com'è quasi normale aspettarsi da quest'attore.

lunedì 11 agosto 2014

Mozart sublime, rigoroso e... volgare!

Il divertimento che Mozart traeva dalle volgarità non si evince solo dalle sue lettere, ma anche dalla sua musica.

Il contenuto dei testi dei brani a seguire spesso è solo "Leccami il culo" o simili e viene espresso attraverso canoni rigorosissimi.

Non tutte le musiche sono mozartiane, al contrario tutti i "testi" probabilmente lo sono, e comunque gli ultimi canoni (K. 559-560-561) sono delle chicche musicali veramente imperdibili, anche per la capacità di integrare il rigore di una tecnica difficile e antica come il canone con la scrittura brillante e moderna di un'opera buffa.

(Dovremo aspettare il finale fugato del Falstaff di G. Verdi per ritrovare un'operazione paragonabile, ma sarà tutta un'altra storia, borghese, con nulla di volgare).

domenica 10 agosto 2014

Le canzoni dei Ragazzi di vita

Pier Paolo Pasolini
I personaggi di Ragazzi di vita (pubblicato nel 1956) di Pier Paolo Pasolini spesso nel corso del romanzo cantano per i motivi più vari: passare il tempo, infastidire qualcuno, obbedire a qualcuno che impone di cantare minacciando...

È l'unica forma di musica che si ascolta nel libro, tutto il resto sono rumori sgradevoli di città, come quelli di trasporti, della folla, delle fabbriche, oppure il silenzio più desolato della miseria o delle solitudini; solo il fiume ha un suono confortante, estraneo, naturale, e forse per questo attira continuamente i ragazzi al bagno nelle sue acque, per quanto esse siano inquinate e impietose.

giovedì 7 agosto 2014

Come un insetto una sera d'estate


Pazza di rabbia
una libellula
strappa le ali
fino a morire
contro un banale
globo di luce.

Cosa ti acceca?
Vedi il tuo amore?
È religione?
Non mi rispondi.
Sbatti la testa
pazza di rabbia.

(Poesia misteriosa
è il suo sacrificio
che mi ammonisce.)

mercoledì 6 agosto 2014

La simbologia del cane Bendicò

foto https://www.flickr.com/people/loungerie/
"Fai attenzione: il cane Bendicò è un personaggio importantissimo ed è quasi la chiave del romanzo"
(G. Tomasi di Lampedusa, lettera del 30 maggio 1957 al barone Enrico Merlo di Tagliavia)

Ho letto questa frase nell'introduzione al romanzo Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e mi ha subito molto colpito, per cui ho deciso di seguire (come un segugio?) proprio l'alano Bendicò per tutto il romanzo.

domenica 3 agosto 2014

Händel non ha scritto Follie


G. F. Händel
La Sarabanda dalla Suite n. 4 per clavicembalo di G. F. Händel, resa celeberrima nella versione arrangiata per orchestra dal film Barry Lyndon di Stanley Kubrick, ad una analisi seria ed approfondita non può essere considerata una delle tante elaborazioni create, soprattutto in epoca barocca, sul tema della Follia di Spagna.

sabato 2 agosto 2014

Follie barocche (e non)

Le più importanti elaborazioni sul tema della Follia di Spagna, composte in epoca barocca e successivamente.
Per approfondimenti teorici e ulteriori citazioni del tema consultare la pagina di Wikipedia oppure http://www.folias.nl/

Tema della Follia di Spagna

venerdì 18 luglio 2014

La Storia è una coda di maiale

"...cominciò a decifrare l'istante che stava vivendo,
e lo decifrava a mano amano che lo viveva, 
profetizzando se stesso nell'atto di decifrare l'ultima pagina delle pergamene, 
come se si stesse vedendo in uno specchio parlante."
(da Cent'anni di solitudine di Gabriel García Márquez)

Salvador Dalì, La persistenza della memoria
Cent'anni di solitudine di Gabriel García Márquez è una riflessione sul Tempo e il suo modo di scorrere nella coscienza, un tempo -nel libro- lungo cent'anni che deve fare inevitabilmente i conti con la Storia.

Il libro diventa quindi anche una riflessione sulla Storia stessa e i suoi corsi e ricorsi, e il modo di leggerla o ri-leggerla.

Inoltre lo stesso stile della narrazione è coerentemente una nuova riflessione (anche come rispecchiamento) di una originale concezione del tempo derivante dalla Teoria della Relatività di Einstein.

lunedì 14 luglio 2014

Lettera aperta alla ragazza di Trivago


Gent. signorina dello spot Trivago,

Quando lei nel suddetto spot dice: "Voglio andare a… Venezia…"

io mi illudo sempre che possa continuare con qualcosa come:

lunedì 7 luglio 2014

Un Commendatore per le coscienze oppidesi

Scena da "Amadeus" di M. Forman
particolare di un video da ilfattoquotidiano.it
Non riesco facilmente a commentare "l'inchino della Madonna al boss" che si è verificato a Oppido Mamertina (RC).

Per fortuna non occorre in un caso simile una maggiore presenza dello Stato, né un CommenTatore, bensì un CommenDatore.

Se le statue si muovono, si inchinano addirittura, le si può anche invitare a cena.

domenica 6 luglio 2014

L'asimmetria di una melodia di Brahms



La simmetria stanca, annoia, uccide.

Nelle asimmetrie di un'opera d'arte riconosciamo qualcosa di vivo, di vitale, di umano, di nostro.

In realtà è dal dialogo tra queste due "forze" che scaturisce la bellezza. In fondo percepiamo l'asimmetria in qualcosa di bello solo in funzione della simmetria che va ad infrangere...

...E così anche nella musica.

venerdì 4 luglio 2014

Il labirinto unicursale sul capitello romanico

Io sono il Signore, tuo Dio, che ti fece uscire dalla terra d'Egitto, dalla casa degli schiavi. Non avrai altro Dio all'infuori di me.
(Esodo 20, 2-3)


Nel chiostro medievale del monastero di San Benedetto a Conversano (BA) è possibile ammirare una rarità dell'estetica romanica: un capitello su cui è scolpito un labirinto unicursale, ossia un labirinto senza "vicoli ciechi".

giovedì 3 luglio 2014

Un peccatore "bollito"

..in un enorme pentolone da diavoli sogghignanti...
(sul portale della Chiesa di San Nicola dei Greci ad Altamura).

lunedì 30 giugno 2014

Diaboli in musica

Meglio regnare all'Inferno che servire in Paradiso
(J. Milton, "Paradiso perduto")

Ecco alcune composizioni che evocano più o meno esplicitamente figure demoniache, sia per i titoli, sia per la trama della storie che accompagnano, sia per la presenza di elementi caratteristici come tritoni (intervalli di tre toni, es.: FA-SI), detti "diabolus in musica", insieme con veloci ribattuti, trilli, staccati o staccatissimi di cattiveria, ampi salti, acciaccature violente, cromatismi esasperati, ma anche canti che tentano di descrivere il tormento molto umano di entità sovrumane...

domenica 29 giugno 2014

Turandot: l'ultimo melodramma ossia l'utopia per un'alba ignota

Ma il mio mistero è chiuso in me,
il nome mio nessun saprà! [...]
Dilegua, o notte! Tramontate, stelle!
Tramontate, stelle! All'alba vincerò!

(Da Nessun dorma,
dalla "Turandot" di G. Puccini)

Rivedendo in Tv una rappresentazione della Turandot di Puccini, riflettevo su alcune date…

Turandot è stata rappresentata la prima volta nel 1926.
L'anno successivo usciva al cinema Il cantante di jazz, il primo film sonoro, e veniva ancora una volta dal "Far West", dall'America.

lunedì 23 giugno 2014

Le note proibite della notte trasfigurata

Io porto un figlio che non ti appartiene,
accanto a te peccatrice cammino.
Contro me stessa ho gravemente peccato.
(Richard Dehmel, "Verklärte Nacht", 
trad. M.T. Mandalari)

...e quindi non può essere eseguito
poiché non si può eseguire ciò che non esiste.
(A. Schoenberg 
sul suo sestetto "Verklärte Nacht")

Forse un'altra strada era possibile per la musica.
Una strada alternativa a quella musica seriale che ha impantanato le possibilità e le energie creative di intere generazioni di compositori in un filone che oggi col senno di poi si può facilmente definire sterile, se non addirittura dannoso per il mondo della musica cosiddetta "colta".

lunedì 12 maggio 2014

Le montagne, i ruderi e l'infinito

Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.
(L'infinito, G. Leopardi)

Aosta è una città romantica. E' romantica proprio nel senso estetico-filosofico del termine.

Essa ha sia tutt'intorno le montagne e una natura pressoché incontaminata visibile anche dal centro della città, sia una quantità di ruderi, prevalentemente dell'antica Roma, di grandissima suggestione.

martedì 6 maggio 2014

La lavagna e il gesso

Una poesia-parodia che mi è stata ispirata da La bicicletta di Roberto Piumini, studiata dai miei allievi durante una loro lezione di italiano.

La lavagna e il gesso

sabato 3 maggio 2014

Il pianto trattenuto di un uomo

Poi disse al discepolo: "Ecco tua madre!".
E da quel momento il discepolo l'accolse in casa sua.
(GV, 19, 27)

Davanti al Compianto sul Cristo morto (1463-1490) di Niccolò dell'Arca, nella Chiesa di Santa Maria della Vita a Bologna, si può avere come la sensazione di precipitare.

venerdì 25 aprile 2014

Il ritratto, la foto, la caricatura...

La seconda metà dell'Ottocento è l'unico momento storico in cui di alcuni grandi compositori si può disporre contemporaneamente di un ritratto dipinto, di una foto e talvolta anche di una caricatura dell'epoca.

Nelle epoche precedenti la foto non c'era ancora (il dagherrotipo fu inventato nel 1839), mentre successivamente non aveva praticamente più senso fare i ritratti, se non come opere d'avanguardia che spesso poco potevano dire sulla fisionomia reale dell'uomo; e inoltre agli inizi del Novecento cominciò a scarseggiare quel senso dell'umorismo che faceva produrre caricature…

Ecco una galleria dei più celebri compositori di quest'epoca di passaggio.

giovedì 24 aprile 2014

Eredi di Duchamp? L'arte di sfregiare il sacro nell'era di Photoshop

Quanta purezza e immediatezza di intenzioni c'era nel "gesto" di Duchamp di sfregiare l'immagine della Mona Lisa dipinta da Leonardo con un piccolo paio di baffetti e un pizzetto nel 1919...

Oggi la tecnologia è talmente più avanzata rispetto ad allora che a quell'immagine, da sempre un'icona dell'arte sublime del Rinascimento italiano, è stato fatto di tutto, ma non più per mano umana quanto per mezzo di computer e programmi di grafica vari.

L'Albero della Vita e le Barricate Misteriose


Pochi registi riescono con i loro film a dare ad un brano musicale "classico" un significato più intenso se non addirittura nuovo. Uno di questi è Terrence Malick.

Nel suo film The Tree of Life egli usa una colonna sonora studiatissima e tra i brani che sceglie ce n'è uno che ascoltiamo due volte in due dei momenti più intensi del film: Les Barricades Mystérieuses di Francois Couperin.

martedì 22 aprile 2014

L'ultimo Re della Morte

Der Tod und das Mädchen, 1912, Elna Borch
La Morte e la Fanciulla ("Der Tod und das Mädchen") è un famoso lied di Franz Schubert che suscita una grande impatto emotivo con poche battute e una melodia fatta quasi di niente, di un'unica nota ribattuta, come l'Allegretto della Settima Sinfonia di Beethoven, di cui sembra riprendere anche il ritmo.

domenica 20 aprile 2014

L'impertinenza di un Mi bemolle

Nella penultima battuta del preludio in FA maggiore op. 28 n. 23 di Chopin, proprio quando ormai il brano è finito, proprio quando la tonalità d'impianto è definitivamente raggiunta, c'è una nota che la rimette in discussione, la lascia in sospeso e continua a vibrare interrogativa proprio sull'ultimo accordo.

sabato 19 aprile 2014

Il dubbio è un oboe (forse...)

Il compito degli uomini di cultura
è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi,
non già di raccogliere certezze.
Norberto Bobbio, Politica e cultura, 1955

In ogni corso sulle forme musicali che si rispetti quando si parla della "forma sonata" in sintesi si dice che è composta da tre sezioni, esposizione-sviluppo-ripresa (più eventualmente una coda), che nella ripresa ci sono gli stessi due temi dell'esposizione, ma l'unica differenza sostanziale tra esposizione e ripresa è che nella ripresa questi due temi sono entrambi nella tonalità d'impianto.

Poi è arrivato Beethoven a farci sorgere un dubbio.

venerdì 18 aprile 2014

Quando la tela è una mappa

Alcuni dipinti non rappresentano un'unica scena, ma più scene che, pur svolgendosi in tempi diversi, vengono disposte tutte insieme sul "tempo unico" della tela; talvolta esse vedono coinvolti gli stessi personaggi e quindi le tele pensate in questo modo diventano delle vere e proprie mappe da leggere seguendo un percorso preciso.

Uno di questi è la Passione di Cristo del pittore fiammingo Hans Memling (1435/40-1494), esposta presso la Galleria Sabauda di Torino, in cui vengono rappresentati vari episodi dei Vangeli, tutti insieme su una tela di 56,7 cm × 92,2 cm.


giovedì 17 aprile 2014

Il forte e il faro ai confini della Terra

Fenestrelle è un paesino del Piemonte con un famoso Castello, un forte che difendeva l'Italia al confine con la Francia.

Santa Maria di Leuca "De finibus terrae" è invece una frazione di Castrignano (Lecce) con una famosa -piccola- cattedrale, meta di pellegrini, situata sulla punta estrema del Salento, della Puglia, dell'Italia orientale.

Sono due luoghi con qualcosa di simile nei nomi, solo nei nomi però, e quindi nel senso di quei nomi.

lunedì 14 aprile 2014

Elenco dei musei statali gratuiti per gli insegnanti nel 2014

Elenco dei musei statali e dei siti di interesse archeologico, storico e culturale gestiti dallo Stato che nel 2014 potranno essere visitati gratuitamente dagli insegnanti, precari e di ruolo, per tutto il 2014 (salvo "imprevisti"...) esibendo una semplice certificazione timbrata e firmata dai dirigenti scolastici.
(Alcuni siti e musei erano già gratuiti per la verità, ma non fa male ricordarsi che esistono.)

domenica 13 aprile 2014

Lo specchio del Vangelo

Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva
ed entrò nel sepolcro, e vide le fasce per terra,
e il sudario che era stato sul capo di Gesù, 
non per terra con le fasce, ma piegato in un luogo a parte.
(Gv, 20, 6-7)

Il papa Giovanni Paolo II, in occasione di una sua visita alla Sindone di Torino, definì il presunto sudario di Gesù "lo specchio del Vangelo".

Riportiamo i particolari della Sindone di Torino con i passi dei Vangeli a cui sembrano fare riferimento.

mercoledì 9 aprile 2014

Siamo nani sulle spalle di Velázquez

Siamo come nani sulle spalle di giganti,
così che possiamo vedere più cose di loro e più lontane,
non certo per l'altezza del nostro corpo,
ma perché siamo sollevati e portati in alto dalla statura dei giganti.
(Bernardo di Chartres)

Nel quadro Las Meninas ("Le damigelle d'onore") del 1656 c'è un quadro visto da dietro, che si vede solo in parte, mentre viene dipinto nel 1656. Esso ha le stesse dimensioni del quadro che abbiamo di fronte oggi, per intero.

venerdì 4 aprile 2014

La corona di spine di Galileo

Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio
e gli radunarono attorno tutta la coorte.
Spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto
e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo,
con una canna nella destra;
poi mentre gli si inginocchiavano davanti,
lo schernivano: «Salve, re dei Giudei!».
(Matteo, 27, 27-29)

"Anvedi quello! Ma dove va? E' mascherato!" (fischi)
(da "Galileo" di Liliana Cavani)


Nel finale del film "Galileo" (1968, anno-simbolo di "rivoluzioni"), la regista Liliana Cavani rappresenta l'abiura dello scienziato come una specie di Via Crucis. Rispetto al resto del film, dall'andamento narrativo piuttosto lineare, l'atmosfera in quella scena si fa improvvisamente irreale, ha il sapore e il senso di smarrimento di un incubo kafkiano e allo stesso tempo l'ineluttabilità di un rituale sacro.

martedì 1 aprile 2014

Prove di haiku

Tre versi soli.
Vibrano le stagioni.
Prova d'haiku.


Cielo ruggente
di liquidi petali.
Ecco l'autunno.


L'arcobaleno
colorerà la neve.
Apro l'astuccio.

lunedì 24 marzo 2014

La cappella degli Scrovegni a fumetti - Storie di Cristo

Fumetti su storie della vita di Gesù Cristo con immagini tratte dal ciclo di affreschi ad essa dedicato nella Cappella degli Scrovegni di Padova e testi tratti dai Vangeli sinottici: un'operazione per comprendere meglio le rappresentazioni di Giotto.

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sabato 8 marzo 2014

Imitando Esopo...

Tre favole ispirate a quelle di Esopo:
La tigre e la zebra
Lo squalo e il pesce palla
Il gatto davanti allo specchio

venerdì 7 marzo 2014

Le altre "Cappelle Sistine"

"Cappella Sistina" indica per antonomasia l'interno di un luogo in genere legato alla religione, in genere di una sola stanza, affrescato pressoché completamente, in particolare il soffitto, in genere dalla mano di un unico artista, in modo evidentemente miracoloso, proprio come per la Cappella Sistina affrescata da Michelangelo a Roma.

Ma in Italia, oltre a quello creato da Michelangelo, esistono altri luoghi concepiti allo stesso modo, altre "Cappelle Sistine".

giovedì 6 marzo 2014

Invenzione n.1 di Bach: una porta della polifonia

Le 15 Invenzioni a due voci (BWV 772-786, 1720-23) di J. S. Bach sono il primo ingresso ufficiale nel mondo della musica, forse non solo quella polifonica, per qualunque pianista.

Esse costituiscono un'illuminazione sulle potenzialità dello strumento e dello strumentista, una rivoluzione copernicana.

Difficilmente un allievo riesce ad immaginare, prima di affrontare quelle composizioni, che la mano sinistra sia capace di dare alla musica un contributo di tale importanza, addirittura pareggiando la destra: quella mano sinistra che fino a quel momento se n'era stata comoda ad accompagnare in modo passivo, facendo solo bassi, al massimo raddoppiati, accordi, bassi albertini o arpeggi vari, e che per larga parte del repertorio continuerà a non fare altro, da qui diventa una cosa magicamente viva, una nuova voce a cui si deve dare il giusto spazio, poiché è capace di rispondere perfettamente "a tono" alla sua collega.

Esaminiamo la porta d'ingresso a questo nuovo mondo, l'Invenzione n.1, dal punto di vista dello strumentista.

mercoledì 5 marzo 2014

La grande bellezza di Serena Grandi: il nostro teschio di Yorick

Becchino. Questo cranio, signore, era di Yorick,
il buffone del re.
[…]
Amleto. Dammelo qua... (Prende in mano il teschio e lo guarda)
Ahimè, povero Yorick!... Quest'uomo io l'ho conosciuto, Orazio, un giovanotto d'arguzia infinita e d'una fantasia impareggiabile. Mi portò molte volte a cavalluccio... Ed ora - quale orrore! - mi fa stomaco... Ecco, vedi, qui erano le labbra che gli ho baciato non so quante volte... E dove sono adesso i tuoi sberleffi, le burle, le capriole, le canzoni, i folgoranti sprazzi d'allegria che facevan scoppiare dalle risa le tavolate?... Chi si fa più beffa ora del tuo sogghigno, con questa tua smorfia?
Va', va' ora così, va' nella camera della mia dama e dille che ha un bel mettersi sul viso un dito di belletto: a questo aspetto deve ridursi anch'ella, fatalmente.
Che se la prenda a ridere, comunque, se ci riesce...
(W. Shakespeare, Hamlet, Atto V, scena 1)

- Chi è?
- È un'ex soubrette televisiva in completo disfacimento psicofisico.
- E che cosa fa ora?
- Niente, che deve fare.
(Da La Grande Bellezza, di P. Sorrentino)

lunedì 3 marzo 2014

Dialogo di un elettore militante e di un astensionista

Parodia dell'operetta morale di Giacomo Leopardi "Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere".


Dialogo di un elettore militante e di un astensionista

Elettore. VOTATE SALVO DE POPULIS! VOTATE PARTITO ALIOCRATICO! VOTA SALVO! SOSTIENI L'ALIOCRAZIA! Bisogna, signore, il programma di governo del partito aliocratico?

giovedì 27 febbraio 2014

Il nastro bianco: La morte spiegata ad un bambino


"Il nastro bianco" di Michael Haneke è un film sull'educazione.
Fa comprendere esattamente le responsabilità di una società nell'educare i propri figli secondo dei valori assoluti.

All'interno di un villaggio rurale, un microcosmo rappresentativo della società tedesca alle soglie della Prima Guerra mondiale, il senso della vita di ognuno sembra essere profondamente e indissolubilmente legato al senso di colpa proprio e degli altri.

Una delle scene più toccanti del film è senza dubbio [possiamo dirlo?] quella in cui una ragazza, Anna, spiega al suo piccolo fratellino l'esistenza e il senso della morte.

lunedì 24 febbraio 2014

L'accordo di Tristano: un buco nero musicale


L'accordo iniziale dell'opera, o meglio del Wort-Ton-Drama, Tristan und Isolde di Richard Wagner ha costituito fin dal suo primo ascolto un vero enigma per l'analisi armonica fino ad allora adottata.

sabato 15 febbraio 2014

La tonalità fantasma nella mazurka del piccolo ebreo


Un strana atmosfera si crea al diffondersi nell'aria della Mazurka op. 17 n. 4 di Chopin. In La minore, forse.

Cosa provoca tutto quel senso di sospensione per diverse battute all'inizio del brano?

mercoledì 12 febbraio 2014

L'acuto mitico nel Miserere dell'Allegri

C'è una nota nel Miserere di Allegri dalla storia misteriosa e affascinante.

E' un Do acuto che non esisteva nella partitura originale (o, meglio, non esiste in quelle più antiche a disposizione). Esso è diventato in modo un po' equivoco il simbolo di un'arte dell'abbellimento adottata dai cantori della Cappella Sistina all'epoca dei castrati.

Non si riesce a stabilire esattamente quando e come quel Do sia entrato nelle prassi esecutive, certo è che all'inizio il brano non era affatto quello che abitualmente si ascolta oggi.

martedì 4 febbraio 2014

Imitando Cecco Angiolieri. S'i'fosse Cielo...

Per un lavoro a scuola ho provato a scrivere un sonetto che imita il celebre S'i'fosse foco di Cecco Angiolieri.

Ho cercato di rispettarne l'endecasillabo e lo schema delle rime, i riferimenti alla natura nella prima strofa e i riferimenti ai poteri sacro e temporale nella seconda; nella terza ho mantenuto Morte e Vita, mentre nell'ultima ho usato il cosiddetto senhal, due parole che nascondono il mio nome, ma non ho resistito a virare più verso una sfera morale invece di seguire uno spirito comico e dissacrante più tipico di Cecco. (Forse mi hanno influenzato i tempi che corrono...)

Ecco il risultato.

lunedì 3 febbraio 2014

La suspence ai tempi di Leonardo da Vinci

Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: 
«In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». 
I discepoli si guardavano l’un l’altro, 
non sapendo bene di chi parlasse. 
Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, 
si trovava a tavola al fianco di Gesù. 
Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: 
«Di', chi è colui a cui si riferisce?».
(Gv 13, vv. 21-24)


Giuda (che tradirà), Pietro (che fa il cenno e chiede) e Giovanni (il discepolo che Gesù amava) costituiscono il gruppo di tre apostoli immediatamente sulla sinistra rispetto a Cristo.


Questo è il gruppo che Leonardo ha concepito e dipinto prima degli altri, commettendo anche l'errore di dipingere questi tre apostoli troppo piccoli (appaiono sproporzionati rispetto agli altri gruppi), ma è anche il gruppo in sé concettualmente più perfetto.

I volti, i gesti e gli oggetti che i tre hanno in mano sono un vero e proprio dramma nel dramma.

sabato 1 febbraio 2014

La bianca figura fa ancora pensare

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza.
(Dante, Inferno, canto XXVI, vv.118-120)


C'è una figura vestita di bianco nella Scuola di Atene (1509-10) di Raffaello, sulla sinistra, il cui sguardo buca la parete dell'affresco. In quell'affresco quella figura sembra essere altra cosa rispetto al contesto.

Non è al centro come Platone e Aristotele, e non è altrettanto facilmente identificabile perché non sta facendo nulla se non guardarci. Ma è l'unica a farlo, l'unica a chiamarci direttamente in causa in mezzo a tanta sapienza.*

Todo modo: l'orrore nella memoria

Todo Modo (1976) di Elio Petri è indubbiamente uno dei più grandi film horror italiani. Diciamo film horror anche se lo è diventato involontariamente. Nasce come film grottesco, ma diventa horror a causa della evoluzione storica della vita politica italiana successiva. La storia immediatamente successiva ci ha fatto talmente più orrore da modificare la stessa percezione che gli Italiani potevano avere del film.

venerdì 31 gennaio 2014

La consapevolezza non è mai una sconfitta

La cosa più interessante nel film I giorni contati (1962) di Elio Petri è la riflessione sul fatto di poter avere un'illuminazione, una nuova consapevolezza indipendentemente dall'età che si ha, dal lavoro che si svolge e dalla vita che si conduce. E in qualunque momento.

Cesare, un idraulico cinquantenne, la riceve mentre fa qualcosa di molto banale come prendere un autobus, un momento completamente passivo in cui si è portati, in cui la gente aspetta di arrivare chissà dove, magari senza neanche pensare.

giovedì 30 gennaio 2014

Lo sguardo di un bambino ai piedi della Croce


Nella Deposizione di Volterra (1521) di Rosso Fiorentino è rappresentato il momento della deposizione del corpo di Cristo dalla croce.

Il quadro è evidentemente strutturato in due parti, una metà superiore fatta di uomini al lavoro e una inferiore fatta di disperazione.

Oltre al Cristo morto, ci sono dieci personaggi: tra i sei in basso vi sono anche importanti protagonisti del Vangelo (la Madonna, la Maddalena, San Giovanni...) travolti dal dolore per la morte del figlio o dell'amico; i quattro più in alto, sulle scale, sono manovali, intenti semplicemente a tirar giù il corpo dalla croce, in modo brutale, forse anche un po' maldestro.

E poi c'è il bambino.

mercoledì 29 gennaio 2014

Maus di Art Spiegelman: testimonianza e suggestioni


Un fumetto su un topo. Chi vi viene in mente?
E invece Maus di Art Spiegelman parla dell'orrore nazista.

Sembra assurdo che una materia così importante, un orrore così estremo venga trattato con un linguaggio legato più al mondo dell'intrattenimento che a quello della letteratura, della cronaca giornalistica o della trattazione storica.

domenica 26 gennaio 2014

Ascoltare il canto gregoriano

Provare ad ascoltare il canto gregoriano è un'esperienza spiazzante sia per chi mastica poco la musica sia per chi si è nutrito per anni dei compositori più blasonati della storia della musica.

E' una musica che spiazza perché è monodica, ossia con una sola linea melodica e senza accompagnamento (e quindi non ha armonia definita), non ha un ritmo scandito da battute tutte di uguale durata e non rispetta l'idea di scala che siamo abituati a percepire abitualmente nell'"altra musica". (Per esempio non esiste l'idea di "sensibile" poiché nessuna nota finale è preceduta da semitono.)

Cosa cercare in questa musica?

venerdì 24 gennaio 2014

Una lezione sull'urlo indignato

"BASTA! ORA BASTA! E' CADUTO… E ALLORA? FA RIDERE? QUI CI SI METTE L'ANIMA! E SE NON VI PIACE POTETE PURE ANDARVENE. NON ABBIAMO BISOGNO DI GENTE COME VOI! ANDATE! ANDATE! ANDATE VIA!"


Sono grato come spettatore e come cittadino italiano al regista Carlo Mazzacurati, recentemente scomparso, per questa scena in particolare.